È stato firmato il 29 ottobre da Domina e Fidaldo, insieme alle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl sul lavoro domestico, vale a dire colf, badanti e babysitter, un mondo che interessa, tra regolari e irregolari, oltre un milione e seicentomila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, e oltre un milione e settecentomila famiglie (gli assistenti familiari regolari sono 817mila).
Un aumento complessivo di 100 euro, suddivisi in quattro tranche (40 euro da gennaio 2026, 30 euro da gennaio 2027, 15 euro da gennaio 2028 e 15 euro da settembre 2028). Ulteriore novità è il riconoscimento economico per le lavoratrici che hanno investito nella propria formazione. Per le lavoratrici conviventi in possesso della certificazione UNI 11766:2019, viene riconosciuto un incremento retributivo aggiuntivo di 30 euro mensili, a valorizzare la professionalità certificata e la qualità del servizio offerto alle famiglie.
Nel Ccnl, che entra in vigore a novembre, grande attenzione è stata riservata alla tutela di maternità e paternità. Si introduce la possibilità per la lavoratrice di usufruire di un periodo di maternità facoltativa immediatamente successivo a quello obbligatorio, per una durata di quattro mesi non retribuiti. È inoltre previsto il diritto di paternità alternativo. Un altro traguardo riguarda i permessi retribuiti. Il contratto prevede ora la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici domestici di utilizzare tali permessi anche nel caso in cui debbano assistere un familiare con disabilità grave. Poiché la legge 104 del 1992 non si applica al lavoro domestico, il Ccnl interviene per offrire una tutela effettiva: i lavoratori potranno usufruire dei permessi retribuiti già previsti dal contratto e, una volta terminati, continuare a richiedere permessi non retribuiti per far fronte a esigenze familiari di assistenza continuativa.
Per ulteriori chiarimenti lo Studio rimane a disposizione.